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10/06/2013

Assemblea nazionale Cnvg: “Oltre il sovraffollamento… la pena della salute e degli affetti”

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Il 7 e 8 giugno si sono svolti a Roma i lavori dell’Assemblea Nazionale della Conferenza Nazionale Volontariato Giustizia dal titolo “Oltre il sovraffollamento: la pena della salute e degli affetti”.
L’Assemblea ha aperto i lavori con alcune considerazioni in merito alla sentenza di primo grado su Stefano Cucchi. È stato rimarcato il valore dell’habeas corpus, che definisce tra i doveri dello stato quello di garantire l’intangibilità fisica delle persone, comprese quelle sottoposte ad esecuzione penale, affermando quindi il valore universale contro qualsiasi trattamento inumano e degradante; concetti che sono stati ampliati da Luigi Manconi, che nel suo ruolo di Presidente per la Commissione sui Diritti Umani intende implementare l’approfondimento del monitoraggio su tutti i luoghi privati della libertà, Cie compresi.
La sentenza di Asti sulle violenze in carcere ha rimarcato l’esigenza di procedere urgentemente con l’approvazione del reato di tortura, battaglia su cui la Conferenza, insieme alle altre associazioni che sostengono la firma per 3 leggi, si impegna a raggiungere le firme previste. Al Ministero della Giustizia ed al Dap si è chiesto di applicare la massima vigilanza su questi eventi e di implementare la formazione del personale sul tema dei diritti umani.
l’Assemblea, che ha visto la partecipazione di referenti del volontariato a livello nazionale, ha affrontato nella prima giornata il tema della salute negli istituti di pena la cui fruizione, in ottemperanza all’art. 32 della Costituzione, deve essere equiparata a quella dei cittadini liberi, con particolare approfondimenti sui temi dell’Opg e della salute mentale, ed agli strumenti giurisdizionali della tutela, con riferimento al ruolo di garanzia della Magistratura di Sorveglianza.
Florido dibattito e confronto si è svolto con Cosimo Maria Ferri, Sottosegretario alla Giustizia, al quale sono state poste domande sulle politiche e le proposte del Ministero, sulle urgenze in tema di sovraffollamento, rimarcate dalla condanna della Cedu nel caso Torreggiani, e sulla tutela dei diritti, la cui inadeguatezza è testimoniata dalla drammatica vicenda di Stefano Cucchi, ed il suo esito giudiziario. Il Sottosegretario ha espresso parole di grande encomio per il ruolo e le funzioni del Volontariato, rendendosi disponibile alla reciproca collaborazione e dichiarando l’impegno a lavorare per garantire la certezza della rieducazione e tutelare salute e dignità di ogni persona.
Al Sottosegretario Ferri è stata ribadita l’urgenza e la necessità della convocazione di una grande assemblea sull’esecuzione penale, che coinvolga tutti i Ministeri, gli EELL e i soggetti coinvolti nel sistema della esecuzione della pena, per poter definire proposte, progetti e linee guida, ed in particolare un “Piano sociale straordinario per le carceri” di sostegno al reinserimento sociale per coloro che escono o che potrebbero uscire dal carcere, attraverso la formazione, il sostegno lavorativo, l’attivazione del terzo settore e dell’associazionismo. Un Piano per garantire, allo stesso tempo, maggiore sicurezza ai cittadini e concrete opportunità per i detenuti.
La piena collaborazione al rapporto con il Volontariato è stata ribadita dal Presidente del Dap Giovanni Tamburino, che oltre all’auspicio di improcrastinabili modifiche legislative da parte del Governo, necessarie per la deflazione delle carceri, ha prospettato come linee operative da parte del DAP la diffusione di modelli trattamentali sempre più aperti e conformi ad una esecuzione penale rispettosa dei diritti e del dettato costituzionale.
Di elevatissimo interesse sono stati i workshop sul tema “Affettività e Genitorialità nei luoghi di reclusione” e sul progetto “scuola di libertà. “Il carcere entra a scuola, le scuole entrano in carcere”. Numerosissime le idee ed i progetti presentati nel primo workshop, orientati ad una maggiore tutela del diritto al mantenimento delle relazioni familiari. In questa direzione l’assemblea ha auspicato modifiche al quadro normativo ed organizzativo per migliorare e implementare i contatti con i familiari sia quantitativamente (più telefonate, incontri, etc.) che qualitativamente (spazi ed interventi volti ad attutire l’impatto traumatico dei familiari, in particolare i bambini).
Il secondo, che ha delineato in modo preciso e stringente le fasi dell’operatività del programma tra carcere e scuole, la cui giornata nazionale è prevista per il 15 novembre, ha fornito materiali e metodologie sul corretto approccio da porre in essere nella realizzazione del progetto, che, come ha evidenziato Ornella Favero di Ristretti Orizzonti, è necessario non sia basato sull’improvvisazione, ma richiede invece una solida preparazione pratica e concettuale al fine di non vanificarne i risultati.
Le straordinarie esperienze presentate, contrassegnate da grande spirito di inventiva permeato da solide professionalità e spirito etico, riconfermano una realtà di Volontariato che spesso si è posta anche come antesignana nell’individuazione di percorsi coraggiosi e difficili e che, pur subendo momenti di sconforto e disillusione derivati dall’immobilità delle situazioni non si è mai arresa: nel sollecitare le istituzioni verso una carcerazione più umana, nell’idea della pena non solo come retribuzione ma come opportunità di riscatto della norma infranta attraverso un sistema di esecuzione penale rispettoso dei diritti umani.

Elisabetta Laganà, presidente Cnvg





 

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